” Dio e i suoi volti”. Per una nuova teologia biblica di Carmine Di Sante. Recensione di M. L. Parisi

Riceviamo e pubblichiamo una recensione della signora Maria Letizia Parisi, insegnate presso l’ Accademia del nostro Centro di filosofia, sul volume ” Dio e i suoi volti”. Per una nuova teologia biblica di Carmine Di Sante

Il testo di Carmine Di Sante raccoglie la riflessione critica sulla tradizione dell’immagine di Dio in Occidente e la proposizione di un nuovo itinerario di “interpretazione biblica”.  L’introduzione tratteggia con forza le vie sbagliate intraprese dall’Occidente per avvicinarsi a Dio, condensabili in quella che l’autore sintetizza come ellenizzazione del Dio ebraico-cristiano.

La ricerca dell’Autore, che ha analizzato in altri volumi i temi dello straniero, l’universalità, la fraternità,  l’ospitalità, il dono, gratuità, perdono e giustizia sembra sfocino in questa riflessione globale nel tentativo di tracciare una forte continuità tra Vecchio e Nuovo Testamento e “un umanesimo e un’antropologia” oltre la tradizione greco-latina.

Il testo si snoda in una breve introduzione che disegna l’itinerario dell’opera, e nella sua trama in alcuni forti tratti, chiarisce l’intento e l’acquisizione teorica dell’autore. Il resto del testo è una lunga ma chiara e avvincente disamina dei punti rilevanti del racconto biblico raccolti in capitoli organizzati con cinque criteri: il racconto fondatore, la rivelazione, il racconto unificante, l’ermeneutica, l’evento neotestamentario. Chiude il volume il capitolo sul “Dio del silenzio”, ovvero con parole nostre, lo scarto tra linguaggio divino e umano,  uno scacco del dialogo che può aprire solo al “silenzio adorante e operante”.

Il testo è un possente richiamo ai fondamenti del cristianesimo e chiaramente sollecita interrogativi plurimi sull’autorità interpretante, sulla tradizione ebraica, sulla funzione dell’interpretazione rabbinica e l’esclusività del progetto di salvezza, sulla ricollocazione e rilettura universalistica del cristianesimo e sopratutto se la tradizione greco-romana possa completamente essere declinata nel sostanzialismo e nel razionalismo. E in ultimo quale funzione abbiano le scienze contemporanee nell’ analisi del testo biblico, la loro autonomia e nel rapportarsi al racconto, questioni dibattute e rimaste ampiamente aperte durante il novecento, anche dopo il Concilio Vaticano secondo

Maria Letizia Parisi.

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